Il grande fascino dell'Imola Classic

Il prestigio e la storia scendono in pista nell’edizione 2018 dell’Imola Classic. Oltre 200 le vetture in gara, accesso libero a paddock e tribuna
27.10.2018 15:02 di Carlo Dall'Aglio  articolo letto 29 volte
Fonte: Formula Imola
Il grande fascino dell'Imola Classic

A distanza di due anni, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari torna ad ospitare l’Imola Classic, manifestazione organizzata da Peter Auto e inserita in un calendario tra i più prestigiosi a livello mondiale per quanto riguarda le vetture storiche da competizione. Lo conferma il numeroso e prestigioso parco vetture iscritte, circa 225, che si daranno battaglia in questo fine settimana nelle sette categorie previste: Classic Endurance Racing 1 & 2, Euro F2 Classic, Group C Racing, Heritage Touring Cup, Sixties’ Endurance e The Greatest’s Trophy.

 

Dal 2004 la Classic Endurance Racing è la retrospettiva delle gare endurance che si sono tenute tra il 1966 ed il 1981, un’epoca in cui questo tipo di sport era al top del motorsport mondiale. Era la gloriosa epoca delle Ford GT40, delle Porsche 910 e delle 917, delle Ferrari 512S ed M, delle BMW M1, autovetture guidate da Jacky Ickx, Henri Pescarolo, Gérard Larrousse e Derek Bell, tra gli altri. Questi piloti non si limitavano solo alla leggendaria 24H di Le Mans: gareggiavano sui circuiti europei più famosi nei campionati mondiali di auto sportive. 

 

L’Euro F2 Classic raccoglie le auto di Formula 2 che hanno costruito la reputazione del Campionato Europeo tra il 1967 ed il 1978. A quell’epoca, la F2 era considerata la chiave di accesso alla Formula 1 e per oltre un decennio è stata una palestra per i piloti che hanno lasciato un segno nella storia del motorsport.Tra il 1967 ed il 1978 i campioni erano: Jacky Ickx, Jean-Pierre Beltoise, Johnny Servoz-Gavin, Clay Regazzoni, Ronnie Peterson, Mike Hailwood, Jean-Pierre Jarier, Patrick Depailler, Jacques Laffite, Jean-Pierre Jabouille, René Arnoux e Bruno Giacomelli. Inoltre, un gran numero di costruttori di telai si sono dati battaglia nella formula: Alpine, Brabham, Chevron, Ferrari, Lola, Lotus, March, Martini, Matra, McLaren, Osella, Ralt, Surtees e Tecno.

 

Le norme del Group C Racing, in vigore tra il 1982 ed il 1994, portarono alla produzione di autovetture leggendarie che scrissero alcune delle pagine più gloriose della storia della 24H di Le Mans.In principio, le Porsche 956 dominavano nonostante la forte opposizione delle Lancia LC2. Si dovettero poi scontrare con avversari molto più tosti con l’arrivo di Jaguar, Mercedes-Benz, Toyota, Nissan e Mazda ma anche di vetture di Case più piccole, come Cougar, Dome, Rondeau, Spice e WM, che si dimostrarono competitive grazie all’interpretazione intelligente delle norme basate sulle severe restrizioni riguardanti il consumo di carburante. La Group C Racing fu abbandonata agli inizi degli anni ‘90 dopo una breve coabitazione con le Sport 3.5 (Peugeot 905, Jaguar XJR-14, Toyota TS010), ma quell’epoca è ad oggi ancora considerata l’età d’oro delle gare endurance.

 

La Heritage Touring Cup rappresenta un appuntamento fisso per i proprietari ed i piloti di queste berline che movimentarono la felice era del Campionato Europeo Touring Car (ETCC) tra il 1966 ed il 1984. Il top della stagione era rappresentato dalla 24H di Spa-Francorchamps. BMW fu uno dei più fedeli partecipanti in quanto, per più di tre decenni, la Casa bavarese introdusse un’intera produzione di modelli che andavano dalla T1800 Ti negli anni 60 alla famosa M3 negli anni 90 incluse le spettacolari 3.0 CSL Batmobile dagli anni ‘70. La BMW ebbe diversi rivali nel corso del suo lungo regno e fu battuta dalle Alfa Romeo GTA e dalle  GTV, dalle Mercedes-Benz 300 SE, dalle Ford Mustang e dalle Capri RS, dalle Porsche 911, dalle Mazda RX-7 e dalle Jaguar XJS.

 

Sin dal suo debutto nel 2010, la Sixties’ Endurance ha attratto un ampio numero di spettatori grazie alla presenza delle migliori autovetture sportive pre-63 e nelle GT pre-66 che hanno gareggiato nel campionato mondiale endurance dell’epoca. Scenderanno in pista auto i cui nomi, Shelby Cobra, Porsche 911, Lotus 15, Jaguar E-Type, riecheggiano ancora nelle memorie dei tifosi di quell’epoca, in cui le gare endurance rappresentavano il top del motorsport.

 

Grazie all’esperienza ed al know-how acquisiti nelle gare di auto storiche, Peter Auto ha lanciato il The Greatest’s Trophy in seguito alla fine del Challenge. Il Trofeo è stato aperto anche alle categorie fino alle auto pre-1966 Sports e alle GT di produzione italiana, come Alfa Romeo, Abarth, Bizzarini, Iso, Lancia, Osca Stanguellini.  A partire dal 2013, la categoria accetta – esclusivamente su invito – anche alcune bellissime auto selezionate. Henceforth, Aston Martin DB4 GT e DB4 GT Zagatos si contenderanno la pista con le loro rivali italiane, quali Maserati 300, Ferrari 250 GT Berlinetta e Alfa Romeo TZ.

 

Venerdì pomeriggio accesso libero al Paddock, sabato e domenica a Paddock e Tribuna A (Centrale).