Mov3 3 – Acido lattico

La Rubrica di MOVE

08.11.2018 11:29 di Carlo Dall'Aglio  articolo letto 12 volte
Fonte: MOV3
Acido lattico
Acido lattico

E’ L’ACIDO LATTICO IL RESPONSABILE DEI DOLORI POST ALLENAMENTO?

[a cura di MOV3 IMOLA]

 

L’acido lattico è il prodotto finale di un sistema metabolico do produzione di energia che entra in azione quando viene eseguito uno sforzo che richiede più ossigeno di quello che il sangue riesce a veicolare al muscolo.

Un esercizio che implica uno sforzo del genere è uno sprint, che sia a piedi o in bicicletta o nuotando, protratto per più di un minuto o per esempio una prolungata sequenza di curve veloci durante la discesa con gli sci.

In questo caso la produzione di acido lattico supera la velocità di smaltimento e si verifica l’accumulo nel muscolo e l’aumento della percezione della fatica muscolare, l’inibizione della glicolisi, la riduzione del rilascio del calcio per la contrazione muscolare.

L’acido lattico però ha una velocità di smaltimento più elevata di quanto si possa pensare. Molti studi scientifici mostrano che in soli 32 minuti il 100% del lattato in eccesso viene rimosso dal circolo sanguineo.

Ciò che fa l’acido lattico quando si trova in circolo è scindersi in una molecola, lo ione lattato, e in uno ione idrogeno (H+). È l’H+ il responsabile della leggerissima variazione di pH del sangue verso l’acidità.

È necessario dunque attuare strategie nutrizionali per velocizzare questo recupero? Dipende.

Se l’attività fisica è composta da una sessione di allenamento giornaliera o due sessioni che non implicano un lavoro sopra la soglia anaerobica non è necessario attuare strategie nutrizionali.

Se l’attività fisica prevedere sessioni di allenamento o gesti atletici di gara ripetuti e ravvicinati che superano la soglia anaerobica allora è giusto adoperarsi per velocizzare il più possibile lo smaltimento di acido lattico.

Come? Ad oggi la sostanza più utilizzata è il bicarbonato di sodio in quantità relative al peso dell’atleta. Un suo utilizzo al termine dell’attività fisica non sembra migliorare il recupero post esercizio, mentre l’integrazione durante i giorni precedenti l’allenamento sembra risultare più efficace, perché in questo modo può aumentare di sostanze che aiutano a mantenere il pH sanguineo costante.

Quindi Sì ai basificanti per migliorare l’efficacia delle ripetizioni di un gesto atletico in allenamento o in gara, No ai basificanti tra due sessioni di allenamento di endurance o tra due sessioni di allenamento intervallate di più di 4h di recupero. In questi ultimi 2 casi è sufficiente un buon pasto.

A cosa sono dovuti i dolori post allenamento e come è possibile contrastarli con strategie nutrizionali?... lo scoprirete nel prossimo articolo.

 

MOV3 IMOLA - via Pacinotti, 12 Imola
mov3imola@gmail.com

Manuel Minardi, nutrizionista
Irene Alessandri, fisioterapista
Fabrizio Tassinari, preparatore atletico