Serata dei Capitani

Manifestazione organizzata dal Csi Imola
 di Carlo Dall'Aglio  articolo letto 32 volte
Fonte: Irene Dottori
Serata dei Capitani

Giovedì 23 novembre presso il cinema Pedagna il Csi di Imola ha organizzato la “Serata dei capitani”, un momento di incontro dedicato alla formazione di capitani e dirigenti, non solo dal punto di vista tecnico ma anche come testimonianza dei valori e dello spirito del Csi.

Dopo i saluti del presidente del Csi di Imola Paolo Busato e di don Samuele Nannuzzi («cercare il bello e cogliere lo straordinario, nella vita e nello sport. Siamo chiamati a dare il meglio»), ci sono stati i messaggi mandati da due ospiti “a sorpresa”. 

Il primo è stato quello di don Alessio Albertini, consulente nazionale del Csi:  «Quando si condivide una passione, l’entusiasmo si sprigiona, non guarda in faccia a nessuno: si coinvolge chi si ha a fianco e ci si fa coinvolgere. […] Sappiate vivere con entusiasmo ogni momento di questa stagione sportiva. […] Vi auguro di essere persone buone, a nome del Csi, che ha un mandato anche nella Chiesa; persone che sappiano contagiare e attirare tutti quelli che incontrerete quest’anno: con un sorriso, con l’accoglienza, la tolleranza, la pazienza».

Un altro saluto è arrivato da Giancarlo Marocchi, già “amico” del Csi di Imola. L’ex calciatore di Bologna e Juventus, l’anno scorso, ha infatti partecipato alla finale e alle premiazioni del torneo tra i ragazzi degli oratori. «Lo spirito e la voglia di divertirmi che avevo quando giocavo nel campionato Csi era la stessa che mi ha accompagnato nelle altre competizioni e che deve accompagnare voi. Siete voi i capitani, a voi è affidato il compito di dare l’esempio nel rispetto dell’avversario, dell’arbitro, delle regole. Tutti giocate per vincere, ma la buona educazione e il rispetto valgono più di un gol!».

Infine Michele Castellari del Csi ha portato l’esempio di tre Capitani (con la “C” maiuscola): Bryan O'Driscoll, che portò l'Heineken Cup all’ospedale pediatrico di Dublino; Juan Mata, che con il “Common Goal” ha lanciato tra i calciatori professionisti l’iniziativa di donare l'1% dello stipendio in beneficenza; e infine Francesso Messori, capitano e fondatore della nazionale di calcio amputati nata grazie al Csi, che nel 2011 ha cambiato le regole per permettere a Francesco di giocare in un campionato di normodotati. E le “stampelle azzurre”, come vengono chiamate, la prossima estate parteciperanno ai Mondiali in Messico.

La serata è stata anche l’occasione per consegnare ai capitani le nuove fasce, a cominciare da Christian, un bambino che sta giocando una partita più importante dentro e fuori dagli ospedali e che è stato premiato dagli arbitri del Csi di Imola.