Regazzi: "E' lo sport più bello del mondo”

Coach Marco Regazzi dell'Olimpia Castello racconta i suoi primi mesi nella nuova (e ruspante) società
02.01.2019 14:13 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Fonte: Olimpia Castello
Marco Regazzi
Marco Regazzi

In attesa della supersfida contro il Dulca Santarcangelo, in calendario sabato 5 gennaio alle ore 21 al PalaFerrari di Castel San Pietro Terme, riportiamo l’intervista di coach Marco Regazzi dell’Olimpia Castello:

Quinta vittoria consecutiva contro una squadra ben preparata come Novellara. Qual è la tua opinione sull'atteggiamento della squadra?

“Ciao a tutti! L’atteggiamento della squadra è sempre stato di assoluta concentrazione e disponibilità, considerando il fatto che l'allenatore è cambiato e che i giocatori si stanno ancora conoscendo. Io, in quanto allenatore, devo essere il più attento possibile nel guidare la squadra nella maniera adeguata e nel far rendere al meglio i giocatori dal punto di vista mentale e del gioco, in modo tale da raggiungere l’obiettivo comune”.

Quali sono le ragioni che ti hanno convinto ad accettare il ruolo di allenatore di questa squadra? Come hai trovato la società?

“Ci sono molte ragioni che mi hanno portato qua. Innanzitutto, dopo l’esperienza favolosa di 7 anni a Faenza, volevo capire cosa fare per il futuro della mia carriera. L’Olimpia mi ha cercato subito facendomi sentire al centro di un progetto per il futuro. Qui ho trovato persone motivate a venir fuori da un periodo non positivo. Ho conosciuto i vari membri della società e fin da subito abbiamo iniziato a lavorare per migliorarci in tutti gli aspetti. Oltre a queste ragioni, anche la vicinanza di casa ha giocato un ruolo importante nella mia scelta”.

Che giudizio ci dai sull'inizio di stagione dell’Olimpia?

“Siamo una squadra in costruzione con un allenatore che conosce poco questa categoria. L’ambientamento in questo campionato è stato, per me, difficile all'inizio. Però avevo voglia, fin da subito, di dare un’impronta tecnica alla squadra che è composta da giocatori nuovi. Questo fattore ha inciso, parzialmente, sulla preparazione della squadra. Le difficoltà sono dovute anche agli infortuni, agli impegni e alla concomitanza delle partite delle giovanili che non ci permettono, a volte, di giocare in 10. Dopo un inizio di difficoltà, la squadra sta lavorando in una direzione che speriamo sia positiva”.

Un messaggio per i tifosi?

“Io ho sempre pensato che i giocatori debbano giocare per i tifosi. Quando giocavo, anch’io lo facevo per loro. Il mio desiderio è quello di coinvolgere i ragazzi delle giovanili e far respirare loro l’aria della prima squadra. Essa deve essere un stimolo per i ragazzi che così vorranno essere anche loro parte di questa squadra in futuro. Ognuno a basket si deve divertire perché è lo sport più bello del mondo”.