Regazzi: "Identità ed aggregazione"

Lunga intervista al coach della Virtus Imola che si sta allenando durante la pausa natalizia di serie C Gold
05.01.2020 23:48 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Marco Regazzi
Marco Regazzi

Coach Marco Regazzi, raccontaci i tuoi primi 170 giorni da coach della Intech Virtus Imola:

“Sicuramente sono volati, perché eravamo a fine luglio 2019 e ci ritroviamo già ad inizio dell’anno 2020. Sono volati all'insegna di una grande intensità, di una grande riflessione iniziale e di un grande entusiasmo nel fare le cose. Ho cercato di trasmettere l’idea di identità e di aggregazione, perché credo che siano cose importanti.

Siamo partiti da zero, veramente da zero e siamo comunque arrivati a fare qualcosa. Qualcosa di positivo. La squadra è stata costruita di giorno in giorno, con grande voglia, desiderio ed appagamento, perché quando si fanno le cose al massimo delle proprie possibilità, mettendoci passione, forza ed idee, sicuramente il risultato è importante, seppur tra le tante difficoltà. E sempre col sorriso sulle labbra”.

Partiamo dalla squadra: cosa hai ricevuto dai tuoi giocatori in questi mesi?

“Alla squadra, innanzitutto, ho cercato di dare qualcosa io per primo, affinché potesse diventare un gruppo il prima possibile. Penso che sia stato fondamentale il gruppo ed è fondamentale il gruppo.

Siamo molto giovani e probabilmente siamo la squadra più giovane del campionato con tanti ragazzi che per la prima volta giocano un campionato così importante per livello ed impegno. Quindi sottolineo la grande difficoltà per questi ragazzi.

Preferisco non parlare dei singoli ma della squadra: abbiamo avuto diverse difficoltà tra infortuni e mercato, con gente che arrivava ed andava via, gente che è rimasta poi è andata via. In più di un’occasione non abbiamo potuto schierare almeno due giocatori per infortunio, ma la squadra, nelle difficoltà, ha buttato in campo tutto e tutti, a turno e nei momenti difficili, hanno risposto presente. E questo nonostante avessimo iniziato in maniera veramente sfortunata con lo 0/4 iniziale.

Credo molto nell’identità, nella responsabilità, nell’organizzazione e nel sapere cosa fare in campo: so che spesso “rompo” parecchio per certi dettagli, ma sono fondamentali. Non siamo una squadra professionista, ovviamente, però nel nostro piccolo cerchiamo di avere e di dare il massimo. Devo elogiare tutta la squadra, perché credo abbia fatto molto bene finora, considerando da dove siamo partiti: credo proprio sia doveroso, perché ho dei ragazzi che devono diventare uomini prima ancora che giocatori”.

Nello specifico, Ivan Begic è, al momento, il topscorer del girone: quanto sarà importante continuare a lavorare su di lui per il raggiungimento degli obiettivi della Virtus?

“Ivan Begic è sicuramente una nota positiva: è una persona veramente di uno spessore oltre la media. Eppoi è un ottimo giocatore. E’ venuto ad Imola con la difficoltà della lingua, del posto nuovo, dell’inserimento e, con grandi difficoltà, si è inserito in un sistema che ha dovuto conoscere e dove ha trovato i suoi spazi. Siamo stati bravi come squadra a ritagliargli situazioni giuste ed adeguate.

Il miglioramento della squadra passa attraverso tutti e tutti dobbiamo crescere, perché la squadra migliora se migliora ogni atleta. L’obiettivo è la coerenza nel coinvolgimento di tutti, nei margini di miglioramento necessari affinché tutti possano arrivare ad alzare l'asticella. Quindi cercheremo sempre di alzare questa asticella verso tutti e non soltanto verso i giocatori”.

Una tua analisi della squadra durante questa prima parte del girone?

“Io credo che la squadra abbia delle difficoltà a livello di esperienza, ovviamente. Paghiamo la gioventù e la poca conoscenza del campionato: abbiamo fatto tante scommesse con dei ragazzi che non si erano mai trovati a queste “latitudini”, quindi sappiamo che abbiamo a che fare con due aspetti fondamentali che rimarranno per tutto l’anno, cioè gli errori e il tempo. Gli errori ne facciamo e ne faremo ancora tanti, perché ci vuole il tempo per migliorare in determinate situazioni e nella comprensione del sistema di letture. Ci alleniamo duramente per leggere le situazioni durante la partita, per cui i ragazzi sono sottoposti ad una pressione ulteriore, non solo fisica ed agonistica, ma anche mentale dovuta al fatto di pensare sempre a quello che fanno.

Ci deve essere un’analisi individuale verso ogni tipo di giocatore che proviamo a migliorare in quelli che sono, ad oggi, le sue carenze. Penso che tante migliorie in questi 3-4 mesi si siano viste, anche perché ricevo risposte di domenica in domenica sui temi e sugli aspetti che affrontiamo in allenamento”.

Al giro di boa, quali formazioni avversarie e, magari, quali giocatori ti hanno maggiormente convinto o sorpreso?

“A grandi linee, quelle 4-5 formazioni che erano date come “top di gamma” stanno rispettando i pronostici, ma da un certo punto di vista solo Firenzuola ha fatto, fin qui, meglio delle altre. Per il resto Scandiano è lì dove doveva essere; Bologna Basket e Ferrara sono un po’ distanziate e magari da queste due squadre mi aspettavo qualche vittoria in più. L’Olimpia Castello l’ho sempre considerata una squadra di livello, cosiccome Medicina e Lugo che si sta riprendendo. Credo che Lg Competition potesse essere un pelo più in alto e sicuramente Gaetano Scirea, che era partita benissimo, sta soffrendo soprattutto per tanta sfortuna, avendo perso giocatori fondamentali come Montaguti e Solfrizzi. Fiorenzuola è una squadra costruita per vincere, che non ha badato a spese, prendendo giocatori che facevano la differenza anche in serie B come Maggiotto.

Credo che a livello di giocatori, sicuramente Barattini insieme a Giuliani e Begic abbiano fatto veramente molto bene. Quindi un po’ di rivelazioni le abbiamo noi, mentre ci sono tanti altri giocatori veramente importanti in altre squadre che stanno facendo quello che si pensava potessero fare, a grandi linee”.

La classifica appare corta ed il gruppo, alle spalle della lepre Fiorenzuola, è compatto, tanto che in 8 punti (4 vittorie) si trovano ben 9 squadre. E che le ultime della classe sono ancora aggrappate alla zona playoff:

“La classifica è corta perché a parte Fiorenzuola, che ha veramente lasciato zero partite sul campo o quasi, Bologna Basket, Ferrara e LG Castelnuovo Monti hanno lasciato qualcosina, perché hanno 8 vittorie e 5 sconfitte, ma probabilmente tutti ci saremmo aspettati che avessero almeno 10/11 vittorie. Credo che ci sia un grande livellamento dopo queste squadre, con altre 3-4 squadre importanti. Tutte le partite, comunque, sono da giocare: la differenza tra playoff e playout sono veramente labili, per cui vincere o perdere una partita può veramente significare l'inferno o il paradiso. E’ un campionato molto equilibrato, dove ogni domenica ci può essere la sorpresa di turno. Ed è bello così”.

L’Intech Virtus Imola ha chiuso il 2019 con una sconfitta “fastidiosa” contro la Virtus Medicina. Fastidiosa perché la squadra ha balbettato in certi frangenti, lasciando spazio agli avversari. Ma il ruolino di marcia parla, comunque, di 6 vittorie in 13 gare, seppur con l’handicap iniziale di 0-4 nel rapporto vinte-perse: si poteva fare meglio, ma si sarebbe potuto anche fare peggio?

“Non sono d'accordo sul discorso che abbiamo balbettato: Medicina ha fatto una buonissima gara e noi siamo stati lì con loro. Abbiamo ovviamente sbagliato qualcosa, ma sappiamo che abbiamo a che fare con errori di gioventù; errori di capire, a volte, dove dobbiamo andare, se rallentare o andare più forte, ma questo fa parte un po’ della nostra identità. Medicina è una squadra esperta, con giocatori che conoscono la categoria, ha fatto mercato per fare cose importanti. Sono stati bravissimi a rimanere in partita nei primi due quarti dove noi abbiamo davvero giocato molto bene; poi dopo sono emerse le situazioni di responsabilità e di esperienza. Detto questo, si poteva sicuramente far meglio, perché è ambizioso da parte di tutti giocare sempre per un risultato ai massimi livelli. Noi dobbiamo cercare sempre di fare meglio e dobbiamo sempre avere qualcosa in più. Però, se si fa un’analisi reale della situazione, si capisce che siamo partiti con grandi difficoltà in campionato e, quindi, credo che avere 12 punti nel girone di andata sia veramente una cosa positiva”.

Ad Imola si respira grande entusiasmo attorno ai colori gialloneri e la squadra sta rispondendo bene alle sollecitazioni ed all’appoggio incondizionato dell’Armata Giallonera, ma anche dei tanti tifosi che sono tornati a riempire gli spalti del PalaRuggi:

“E’ evidente che c'è entusiasmo. L'avevo già visto a luglio dalla mia presentazione in avanti e ho notato un’ottima affluenza al PalaRuggi. Ho visto gente che mi dicono che non venisse da anni al palazzo. Ho notato, soprattutto, gente legata, che viene e fa il tifo e non critica, nel senso che ha capito chi siamo e cosa vorremmo fare, come stiamo giocando e da dove siamo partiti.

Noi cercheremo di stupire i nostri tifosi e lavoreremo per questo. Sicuramente avere tifo avere gente che ti segue incondizionatamente è e dev'essere motivo di orgoglio assoluto per tutti i giocatori, lo staff e la Società. Dobbiamo essere veramente innamorati di questo, che ci regala molta contentezza e per cui ringraziamo davvero tutti”.

La Virtus inizia il 2020 con quali obiettivi?

“Io credo che chiunque giochi per andare in campo e portarsi a casa la partita, chiunque a qualunque latitudine e longitudine. Oltre alla ricerca della vittoria, per noi gli obiettivi sono quelli di continuare ad avere un'identità, continuare a condividere le cose che vogliamo fare, con grandissima fiducia in quello che si fa in attacco e avere grandissima convinzione nella nostra difesa, al di là dei tatticismi. Questa è un po' la mia idea, cioè il miglioramento individuale attraverso l'intensità della squadra, la consapevolezza e la condivisione di tutto quello che passa attraverso gli allenamenti”.