Alan il Condottiero

Clamorosa cavalcata della Dozzese che pesca la promozione in 2^ categoria al primo tentativo. Mister Alessandrini svela i segreti di una grande squadra
02.04.2019 17:25 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Alan e la Dozzese
Alan e la Dozzese

Mister Alan Alessandrini è il principale protagonista della spettacolare cavalcata della rinata Dozzese nel Girone B della 3^ categoria di Bologna.
La classifica parla chiaro, con 57 punti, 18 vittorie, 3 pareggi ed una sola sconfitta. Ozzano, al secondo posto, insegue ad 11 punti a 2 giornate dalla fine del campionato. E domenica 7 aprile, alle 15,30, ci sarà la sfida proprio tra Dozzese ed Ozzano, per la classica ciliegina sulla torta.

Mister Alessandrini, quali sono stati i passi fondamentali del trionfo della Dozzese griffata 2018/2019?
“E’ stata davvero una cavalcata vincente. Tutto partì quest’estate: con il direttore sportivo Sandri e con Pifferi abbiamo allestito una rosa ed una squadra basate sulle mie caratteristiche di allenatore. Grazie a loro abbiamo mosso i primi passi fondamentali per ottenere un grande risultato. La società ha una struttura ottima, certamente di categoria superiore. Partire da zero non è stato facile, ma siamo stati bravi e fortunati ad indovinare le scelte tecniche”.

Se dovessi scegliere un momento che possa rappresentare questa stagione, quale indicheresti?
“Sicuramente direi l’inizio della stagione: abbiamo avuto tanti problemi di infortuni, ma sono arrivate buone risposte da tutti i ragazzi della rosa. E’ stata la base di una stagione impeccabile, in cui abbiamo sbagliato pochissimo”.

Il segreto vincente di questa stagione?
“Senza ombra di dubbio, è stato il gruppo che si è rivelato incredibile. Nella mia carriera sia da calciatore che da allenatore, mi son sempre trovato bene, ma il gruppo della Dozzese di quest’anno è davvero tanta roba. Per me è sempre stato un divertimento andare ad allenamento. Ho sempre preteso molto ed i ragazzi mi hanno sempre dato molto, nonostante fossimo in 3^ categoria, nonostante le varie problematiche di lavoro e gli impegni famigliari. Siamo stati veramente grandi”.

Le tue caratteristiche principali da allenatore?
“Secondo me gli allenatori non hanno mai dei grandi meriti nella stagione di una squadra. Penso che i meriti di un allenatore siano sempre in percentuale molto basse. Poi chiaramente io ci metto del mio e cerco di dare sempre il massimo. Forse la mia principale caratteristica è che mi sono legato molto ai ragazzi e ho costruito un dialogo con loro come tra padre e figlio o come fratello, vista l’età di qualcuno”.

Che sapore ha per te vincere a Dozza?
“Ha un sapore particolare, davvero incredibile. Lì ho vissuto i miei anni più belli da calciatore e Dozza l’ho sempre portata nel cuore. In estate quando hanno scelto me per questo progetto, ho accettato praticamente subito”.

Promozione in 2^ categoria al primo colpo. Dove vuole arrivare la Dozzese?
“E’ una domanda da fare alla Società. Dove potrà arrivare non lo so. Io penso si possa fare bene e spero che la Dozzese torni nelle categorie che si merita. Almeno un paio di categorie, come minimo. Già in estate mi avevano chiesto di far bene e di impostare una squadra che durasse nel tempo e fortunatamente abbiamo fatto centro al primo colpo. Chiaramente, più si sale di categoria e più è difficile vincere. Quel che è certo è che i dirigenti hanno le idee chiare e puntano ad arrivare in alto”.

A chi dedichi questo trionfo?
“Quando si vince è facile dedicare questo successo alle persone che hanno lavorato con me. Ho avuto dei collaboratori incredibili che mi hanno voluto bene e mi hanno assecondato in tutte le mie esigenze. Primo fra tutti, De Cataldo che ci ha fatto sempre trovare tutto pronto al campo alla domenica, non facendoci mai mancare nulla. Lo dedico ai miei ragazzi che si meritano pienamente la promozione. Per ultimi, ma non meno importanti, dedico questo successo alla mia compagna che mi ha spinto a intraprendere questa avventura per poi esserne partecipe ed ai miei figli a cui ho dovuto togliere un po’ del mio tempo: mi è pesato, la domenica, non andarli a vedere giocare in Eccellenza, per via di quest’impegno”.