Carlotta Giovannini 10 anni dopo le Olimpiadi

Intervista alla campionessa di ginnastica artistica imolese che arrivò alle Olimpiadi di Pechino 2008
15.11.2018 11:43 di Carlo Dall'Aglio  articolo letto 265 volte
Carlotta Giovannini 10 anni dopo le Olimpiadi

Carlotta Giovannini ha scritto la storia della ginnastica artistica italiana, portando il tricolore in luoghi e podi dove nessun’altra connazionale è mai arrivato. Nel decennale dalla sua partecipazione alle Olimpiadi di Pechino 2008, si celebra una campionessa che, insieme ad una splendida squadra, portò in alto la nostra bandiera. Ma ci furono parecchie altre medaglie e prestazioni eccezionali da ricordare a livello europeo e mondiale.

Ad Aprile 2006 a Volos in Grecia, Carlotta vinse, per la prima volta nella storia, la medaglia d’oro ai Campionati Europei di Squadra di Ginnastica Artistica. Nel 2007, a Parigi Bercy vinse l’oro al volteggio alla prima prova di Coppa del Mondo con oltre 10.000 spettatori, mentre ai Campionati nazionali A1 del 2007 solo una maestosa Vanessa Ferrari riuscì a superare l’imolese nella lotta per la medaglia d’oro. Nell’aprile 2007 la Giovannini conquistò il titolo di Campionessa Europea al Volteggio individuale. Nel 2008 arrivò il miglior punteggio mai ottenuto (58,700) a Jesolo. Il 2008 fu una grande stagione per la ginnasta imolese che culminò con la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino. Prima di quel clamoroso 6° posto a cinque cerchi, Carlotta conquistò l’argento al volteggio all’Europeo e la medaglia d’oro di squadra al Mediterraneum Cup. Ma non solo, negli anni disputò un numero infinito di gare in Italia, Svizzera, Danimarca, Russia, Romania ed Inghilterra. E per diversi anni diede battaglia in Serie A1 ed in Serie A2 tra Imola e Parma fino al 2013. Dall’anno dopo la Giovannini iniziò l’attività di Tecnico Federale e dal 2016 divenne anche Giudice Nazionale.

Carlotta, questo è un omaggio nel decennale del tuo 6° posto alle Olimpiadi di Pechino 2008:

“Sono passati dieci anni, ma è come se fosse ieri, perché arrivare alle Olimpiadi è il sogno di ogni atleta e non è per niente facile arrivarci. Una delle più grandi emozioni che provai in quell’avventura fu la sfilata e la cerimonia d’apertura dei Giochi. Fu spettacolare. E fu molto emozionante anche tutto il contesto delle gare e del villaggio olimpico di cui conservo un ricordo indimenticabile, perché avevo 18 anni ed ero alla mia prima Olimpiade. Poi, la qualificazione come unica italiana alla finale olimpica nel volteggio è stata una grande gioia. Con me c’erano 5 compagne: abbiamo fatto un’ottima esibizione anche se per un mio errore non siamo riuscite ad ottenere la qualificazione alla finale delle prime 8 Nazionali. Poi durante le qualificazioni alle finali individuali al volteggio, che è il mio attrezzo di punta, ottenni il 3° posto provvisorio. Purtroppo arrivai alla finale molto stanca e con qualche problema di alimentazione, quindi per un errore in gara chiusi al 6° posto, perdendo la possibilità di arrivare almeno al bronzo. E’ stata un’esperienza davvero irripetibile e sono felice di aver disputato un’Olimpiade dopo tanti sacrifici”.

Alle Olimpiadi a 18 anni: la ginnastica fa parte di te da sempre?

“Ho iniziato a 3 anni quando i miei genitori mi portarono in palestra ad Imola, perché in casa non stavo mai ferma, arrampicandomi dappertutto. Dopo le prime gare propedeutiche iniziò la mia carriera a livello regionale. I miei genitori credettero nelle mie possibilità ed iniziai un lungo percorso che mi regalò la Nazionale nel 2000. Nel 2004 entrai in modo stabile in Nazionale e per quattro anni fui una delle protagoniste di pagine storiche della squadra italiana di ginnastica artistica”.

L’intervista completa nel video in esclusiva TuttoSportImolese: