"Casa" torna a casa

Daniele Casadei, in maglia Virtus Medicina, sfida il suo recente passato domenica 22 dicembre. Al PalaRuggi, il ritorno del totem di questa C Gold.
20.12.2019 23:11 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Daniele Casadei a Imola
Daniele Casadei a Imola

Domenica 22 dicembre 2019, al PalaRuggi tornerà Daniele Casadei, approdato nella scorsa, calda, estate, alla Virtus Medicina. La formazione che condivide con la Intech Virtus Imola, il nome ed i colori societari, è reduce da una spettacolare promozione in serie C Gold, dopo un estenuante campionato di serie C Silver. 
E’ evidente l’ottimo lavoro sviluppato dalla dirigenza medicinese in estate, con la firma di nomi di primo piano del basket nostrano. La stella è certamente Casadei, ala forte di 38 anni, con un lungo passato da giocatore professionista in serie A, tra Andrea Costa, Ferrara, Ragusa, tra le altre, senza dimenticare le presenze nelle Coppe Europee. Oltre a lui, in giallonero anche Poluzzi e Polverelli, gente che mastica questa categoria da anni, da protagonista. Ma molto interessante il reparto dei giovani, uno su tutti Curione. Altro ex dell’incontro Matteo Dalpozzo, fratello del capitano della Virtus Lorenzo: per lui il ruolo di assistant coach dell’head coach Max Curti.
Fare due chiacchiere con Daniele Casadei sul basket e sulla vita che gira attorno al basket è sempre un grande piacere, perché niente è formale o confezionato, bensì emergono sempre spunti interessanti su cui riflettere o discutere.
Appuntamento per tutti gli appassionati è fissato per domenica 22 dicembre, alle ore 18,00, al PalaRuggi.

Daniele Casadei, innanzitutto, che effetti ti farà tornare sul parquet del PalaRuggi?
“Beh, tornare al PalaRuggi sarà sempre un’emozione, come lo è stato nel mio primo ritorno contro l’Andrea Costa quando giocavo a Ferrara. Altrettanto sarà un'emozione tornare al PalaRuggi per giocare contro la Virtus Imola: è chiaro che ritornare in un luogo dove si è passato così tante ore e dove hai vissuto così tante emozioni è sempre un momento particolare, è sempre qualche cosa che ti  segna un “pochettino”. E niente, spero che continui a darmi soddisfazioni quella palestra, come me ne ha date in tutta la mia carriera”.

Hai scelto Medicina perché non è ancora giunto il momento di appendere le scarpe al chiodo. E sei ancora determinante per la tua squadra:
“Ho scelto Medicina, perché non è il momento di appendere le scarpe al chiodo, perché ancora mi diverto a giocare, perché ancora mi piace, perché ancora credo di poter essere utile a una squadra e ad una società che credono in me. E ho scelto Medicina perché è una squadra neopromossa che ha tanto entusiasmo e perché mi ha cercato con insistenza e sono lusingato che l'abbia fatto, perché è una realtà solida, una realtà che vive di passione e quindi sono ben felice di essere parte di questo gruppo”.

Stagione, finora, importante della Virtus Medicina in questo 2019, con una squadra che sposa bene l’esperienza dei “senatori” e la verve dei piu giovani:
“Dopo la promozione dell'anno scorso dalla C Silver, Rambelli e Monti hanno allestito una squadra mixando gli elementi determinanti della stagione precedente che avevano ottenuto la promozione ed inserendo 3/4 giocatori diciamo esperti di categoria e comunque che avessero già un minimo di conoscenza del campionato. Abbiamo fatto ottime prove, così come abbiamo registrato alcuni passi falsi: sicuramente il bilancio fino ad ora è positivo e sappiamo che possiamo migliorare tanto, soprattutto sul piano dell’attenzione. Dobbiamo lavorare nell’ottica della continuità. E’ chiaro che l'appetito viene mangiando, quindi quando ti trovi comunque nelle prime 4 5 posizioni, da un lato le altre squadre cominciano a vederti non più come una sorpresa del campionato, ma come una squadra solida; allo stesso tempo tu devi cercare di confermare questa impressione sul campo”.

Inutile chiederti pronostici sul derby tra le due Virtus, mentre è interessante capire quali obiettivi ti poni per la stagione in corso, sia a livello personale, che di squadra: 
“Fai bene a non chiedermi il pronostico perché non l'avrei comunque fatto e quindi niente, gli obiettivi a livello personale sono i soliti, ovvero sono quelli di dare una mano a una società e ad una squadra, di stare bene in un gruppo, di divertirmi giocando a pallacanestro che è la cosa fondamentale che mi spinge a continuare nonostante la mia veneranda età. Faccio questo sport non più come professionista, ma ora lo faccio in un'altra maniera: ho altre priorità, ho una famiglia, è appena nata la mia seconda figlia, ho un lavoro e adesso non posso più dedicare al basket lo stesso tempo di prima. Ma il mio obiettivo personale è sempre quello di divertirmi e soprattutto cercare di vincere il più possibile, dando una mano alla mia squadra e ai miei compagni. L'obiettivo di Medicina, invece, credo che sia quello, intanto, di raggiungere una salvezza tranquilla (che come primo anno in questa categoria è fondamentale); dopodiché tutto quello che verrà in più è tanto di guadagnato. Abbiamo dimostrato in questa prima parte di campionato di aver le potenzialità per fare qualche cosa di più, però dobbiamo riuscire a confermarci nel girone di ritorno”.