COSE DI CASA

La Rubrica di Daniele Casadei
 di Carlo Dall'Aglio  articolo letto 300 volte
Fonte: Daniele Casadei
Cose di CASA
Cose di CASA

Nella mia pluriennale carriera di giocatore mi mancava un’esperienza come scrittore, quindi colgo al balzo questa occasione che gli amici di Tuttosportimolese mi hanno concesso ed inauguro oggi questa rubrica in cui parlerò un po’ di quello che mi pare, sempre chiaramente rimanendo nell’ambito sportivo, che del resto è l’unico in cui posso avventurarmi con un minimo di autorevolezza.

Visto che non mi sono state date direttive editoriali, io comincio parlando di questa città, e della pallacanestro che da sempre è tra gli sport più seguiti dagli Imolesi.

Imola rimane infatti una città profondamente innamorata del basket, che da una parte celebra i 50 anni dell’Andrea Costa che ridendo e scherzando è nelle prime due serie dal lontano 1995, dall’altra non abbandona mai il giallo-nero della Virtus, indipendentemente dalla categoria e dai risultati.

Una rivalità da palazzetto, visto che a Imola ci si conosce tutti e che tutti i baskettari hanno amici di entrambe le fazioni, ma un antagonismo che mi pare sia diventato negli anni sana competizione più che odio per l’avversario; c’entra sicuramente la distanza tra le categorie, e il non avere un derby per decenni smorza sicuramente anche gli animi più bellicosi, ma nel triangolare di qualche settimana fa in cui le due squadre si sono affrontate ho visto un antagonismo “corretto”, degli sfottò che non volevano tramutarsi in offese, la tranquillità di accettare la presa in giro e la fede incrollabile nei propri colori.

Per uno come me, cresciuto nelle giovanili dell’Andrea Costa, che ha potuto esordire in serie A in bianco-rosso e rimasto fino ad una rocambolesca salvezza conquistata contro Ragusa in LegaDue, col padre che giocava nella Virtus ed approdato infine quest’anno in giallo-nero, per uno con questa storia qui... non c’è notizia migliore di questa.

Chiaro che se la Virtus riuscisse ad accorciare la distanza tra le categorie... le cose forse si farebbero più interessanti, ma diamo tempo al tempo, ed intanto continuiamo a goderci ogni maledetta domenica del buon basket in quel tempio che è il Pala Ruggi, che sarà inadeguato per la LegaDue, sarà eccessivo per la C Gold, ma rimane uno dei palazzetti che trasuda storia dal primo seggiolino della tribuna fino all’ultimo scalino della gradinata.