Ko a Verona. Furia Cavina

Il coach imolese non le manda a dire a fine partita. La sconfitta di Verona ha scalfito l'aplomb di Cavina.
 di Carlo Dall'Aglio  articolo letto 112 volte
Fonte: bolognabasket.it
Demis Cavina
Demis Cavina

Tezenis Verona - Andrea Costa Imola Basket 81-70
(20-19; 46-36; 61-47) 

VERONA: Dieng, Greene 5, Visconti, Jones 21, Amato 10, Oboe, Palermo, Nwohoucha 4, Udom 20, Ikangi, Totè 10, Pierich. All.Dalmonte

IMOLA: Bell 5, Alviti 6, Maggioli 10, Cai ne, Wilson 26, Gasparin 9, Prato 13, Rossi ne, Penna 1, Simioni. All.Cavina

Arbitri: Brindisi, Marota, Capozziello.

Ancora più che la cronaca dell'ennesima sconfitta dell'Andrea Costa, pare interessante il duro sfogo del coach Demis Cavina, direttamente dalla sala stampa a domicilio della Tezenis Verona. Ecco il video e le sue parole:

"Sono un po’ molto incazzato. Ci ho pensato prima di venire, a fine partita non bisogna parlare, ma lo meritano i ragazzi che io parli. Sono venuto a Imola e pensavo tutta un’altra cosa. Una società e una squadra che nelle ultime dieci stagioni è stata in bilico tra la A2 e la B tante volte… probabilmente mi son sbagliato. E’ evidente che abbiamo un giocatore come Bell che è in difficoltà. Addirittura uno stasera mi ha detto che dovevo prendere tecnico, uno di quelli a cui noi diamo gli accrediti ha detto così, e io accetto tutti i suggerimenti, ma io pensavo di essere arrivato in una società che aveva ben chiaro cosa vuole dire lottare. Siamo tutti consapevoli che Bell è in difficoltà non mi aspettavo quello che ho sentito stasera negli ultimi cinque minuti e vi spiego anche qual era la mia scelta nel lasciarlo in campo, non sono diventato matto. Non volevo assolutamente mettere giù un giovane per finire una partita che comunque probabilmente avremmo perso, dato che Verona è stata molto meglio di noi, e non volevo scaricare e sgravare di colpe David che ha bisogno di ritrovare condizione e fiducia. Io questa cosa non l’ho capita, e ci son rimasto molto male. Non ho bisogno di suggeritori per dire che Bell sta giocando male, lo so prima di tutti e lo sa lui, che può aver avuto un inizio di campionato non positivo ma è una persona coi coglioni, e una persona con la P maiuscola. E ripeto, il grande rammarico è di essere tornato a Imola ritrovando la stessa fame, la stessa voglia di salvarci tutti insieme, e invece mi sto rendendo conto – e anche in casa con Jesi ai primi errori ho sentito i mugugni – che mi sono completamente sbagliato. E’ ovvio che siamo qua per essere giudicati, ma 6 punti dopo 9 partite, con 6 partite fuori casa, di cui tante giocate punto a punto, e giocate, come anche quella di stasera – anche se siamo stati inferiori a Verona – non me lo sarei aspettato. Ognuno è giusto che faccia le proprie valutazioni e le proprie critiche, proprio adesso che abbiamo un ciclo in casa. Io ho un grande rammarico per questo, e per come ha giocato Bell. Dato che l’amministratore delegato ha più volte ripetuto che ho avuto la responsabilità nella costruzione della squadra, è un giocatore su cui pensavo e penso ancora che dobbiamo puntare. Invece no, critichiamo, così lo aiutiamo. Ho chiesto ora al presidente se si può cambiare giocatore, e lui conviene con me che non è questa la strada che Imola può percorrere, soprattutto dopo 9 partite.
E’ giusto così, ho spiegato le mie scelte. Nonostante un primo tempo difensivamente molto negativo abbiamo giocato, e abbiamo sbagliato il tiro aperto del -7 che poteva darci fiducia. Abbiamo incontrato una squadra che ha fatto una grande partita, molto fisica, canestro da fuori soprattutto coi lunghi, e hanno punito le nostre scelte. Merito di Verona per la vittoria, ma sono molto arrabbiato. Metterò un auricolare e un microfono per giustificare le mie scelte durante la partita. So che è molto pericoloso fare queste cose qua, un po’ perchè io sono molto permaloso, ma sono permaloso perchè tengo ai miei giocatori e forse qualcuno si è dimenticato da dove siamo partiti. Allora glielo ricordo, e il primo a essere incazzato della prestazione di Bell sono io, poi c’è lui, poi c’è la società, i compagni; ma io sono abituato che i bilanci si fanno a fine anno, non dopo nove partite, anzi dopo quattro, perchè io lo dissi già dopo Jesi, anzi anche dopo la Fortitudo.
Con Alviti sono molto severo? Certo, sono anche quello che l’ha preso l’anno scorso da quarto lungo e ora lo sta portando a giocare 25′ a partita, posso avere la presunzione di conoscere il giocatore? Chiudo il teatrino così me ne vado.
Chi contesta è gente vicina alla società? L’ho sentito dalla curva, da dietro la panchina, da avanti alla mia panchina, non andiamo nel merito: non mi piace questa cosa, questo modo di fare. I tifosi è giusto che facciano le loro cose, se la prendessero con me, anzi devono prendersela con me".