Lorenzo al Folgaria Basketball Camp

Conclusa la 31° edizione della manifestazione sull’Alpe Cimbra

20.07.2018 12:30 di Carlo Dall'Aglio  articolo letto 360 volte
Lorenzo al Folgaria Basketball Camp

Lorenzo Castelli, un giovane imolese al gotha del basket giovanile estivo. Il Folgaria Basketball Camp visto dagli occhi di un “camperino” che da anni lo frequenta con rinnovato entusiasmo e divertimento.
Ogni anno oltre mille bambini e ragazzi, dai 7 ai 17 anni, si ritrovano a Folgaria, la rinomata località dell’Alpe Cimbra, in provincia di Trento, per festeggiare la propria passione per la pallacanestro, guidati da coach esperti, anche di serie A. Ogni settimana variano i protagonisti tra allenatori ed atleti affermati che accompagnano in campo tutti i partecipanti. Per loro è, comunque, una grande festa.
E’ la geniale idea del noto maestro di basket Renato Caroli, allenatore di lunga data e presidente dell’Associazione Folgaria Basketball Camp asd che organizza l’intera manifestazione.

Lorenzo, da ben 5 anni partecipi a questo entusiasmante Camp. Cosa provi ogni volta che torni a calpestare il parquet del PalaGhiaccio?

“Mi sembra ieri che arrivai a Folgaria per il primo Folgaria Basketball Camp della mia vita. Mi sono trovato benissimo e sono passati ben cinque anni e altrettanti camp! Che dire tutte le volte che faccio il viaggio Imola-Folgaria sono tre bellissime ore nelle quali sono già carico: figurarsi una volta arrivato sui campi. Senza dimenticarsi del Palazzetto sul parquet del quale si allenano anche gli Azzurri ed altre nazionali tipo quella estone, mi pare”.

Cosa ti ha insegnato principalmente questa esperienza?

“Questa esperienza mi ha arricchito sia come persona che come giocatore (e non nascondo la speranza, come futuro allenatore). Si impara ad essere autonomi per gli orari, più socievoli per fare amicizie e trovare un buon feeling con i compagni di squadra nuovi e si migliorano tanti dettagli dei fondamentali quali tiro, passaggio, contropiede, ad esempio. Il FBC insegna che non bisogna mai dare nulla per scontato e che ogni premio e gara è da conquistare e ci mostra una grande competitività e professionalità che affiancata a coach e ospiti speciali ci mostra uno spicchio di quello che è il mondo della pallacanestro professionale: difficile, impegnativo ma pieno di soddisfazioni”.

Quest’anno, poi, hai avuto un riconoscimento particolare…

“Quest'anno ho avuto l'onore di ricevere il premio MVP del mio gruppo, ossia 2003/2001, mentre gli altri anni ho vinto altri premi come “miglior rimbalzista” e “genio e sregolatezza”, ma questi sono solo alcuni esempi di premi che possono vincere i camperini. Ne farò tesoro e confido mi sproni ad andare avanti più forte e convinto di prima.
Forse non mi meritavo il premio e nemmeno questa intervista, ma ne sono onorato”.

Cosa potresti consigliare ai ragazzi appassionati di basket?

“Da giocatore qualunque, quale sono, posso solamente dare consigli frutto del mio vissuto personale. Il primo consiglio è quello di inseguire i propri sogni e di non fermarsi ai primi dubbi. Ad esempio, ho avuto un momento di sconforto un paio d’anni fa, ma l'ho superato e sono diventato un “impallinato” del basket come non mai, tanto da seguire la prima squadra della Virtus Imola di C Gold in lungo e in largo per l’Emilia Romagna, fino a Fidenza, Modena o Castelnovo ne' Monti. Devo, inoltre, aggiungere che mentre durante l'anno si lavora sulla squadra e su eventuali schemi, durante l'estate invece si lavora sui fondamentali e su sé stessi, come fanno i grandi campioni ed i camp bellissimi come il Folgaria Basketball Camp, famoso in tutta Italia. O come il Virtus Over Time Camp, bella realtà del nostro territorio, organizzato dalla Virtus Imola: sono ottime occasioni per imparare divertendosi e alla fine rimangono i miglioramenti sui fondamentali, il ricordo di un bel gruppo con il quale si lega quasi come una famiglia allargata e la voglia di ripetere quella esperienza per sempre
Perché la grandezza di questo bellissimo sport che è la pallacanestro è ETERNA!”

Un ringraziamento, dunque, è giusto spenderlo…

“Da ringraziare i genitori, quello sempre, perché mi sopportano e gli costo roba in fatto di cibo. Gli allenatori del camp, sempre preparati e pronti ad ogni sfida e gli special guest che riescono sempre a lasciare il segno. In ultimo, ma non ultimo, Renaaa Renaaaaatone! Renatone, che mette sempre anima e corpo in questo bellissimo camp”.