L’umiltà di chiamarsi Vanni Pedrini

 di Carlo Dall'Aglio  articolo letto 429 volte
L’umiltà di chiamarsi Vanni Pedrini

E’ stato indicato da tutti gli appassionati il personaggio sportivo della scorsa stagione. Ma, nonostante tutto questo, il suo atteggiamento di fronte ad un taccuino è farcito di grande umiltà e totale assenza di presunzione. Le sue parole disegnano l’esatta situazione della formazione che tra qualche settimana tornerà a calpestare i parquet della massima serie di futsal nazionale.

Molti volti nuovi in riva al Santerno, partenze dolorose, come quella del capitano Igor Vignoli ed avversari di livello molto alto sono i principali focus del mister di Dozza.

Una stagione apparentemente in salita per la neonata Imola Castello Futsal che, però, può contare su un affetto indiscusso dei tifosi. La campagna abbonamenti, infatti, pare sia cominciata in modo molto soddisfacente: dunque, l’appoggio dei tifosi non è cambiato, anzi, forse è aumentato:

“Ci sarà tanto bisogno dei tifosi quest’anno, perché siamo una squadra completamente nuova con giocatori molto giovani che avranno bisogno di sentire il calore di tutti”.

 

Con gli ultimi arrivi annunciati dalla Società, credi di aver completato la rosa per il prossimo campionato?

“Ziga e Ferrugem arriveranno nel fine settimana e per ora siamo questi, compresa la folta schiera dei giovani che abbiamo inserito in rosa.

Rispetto all’anno scorso mancano ben 9 giocatori su 13, perché sono rimasti solo Borges, Castagna ed i due portieri Juninho e Battaglia.

L’inserimento dei nuovi giocatori è un lavoro molto lungo, anche perché si sa quanto tempo è necessario per creare certi automatismi. Dobbiamo lavorare tantissimo, molto di più rispetto alla scorsa estate, per riuscire ad arrivare ad uno standard di gioco soddisfacente”.

 

Mancherà, soprattutto, il capitano della storica “prima” in Serie A:

“Igor Vignoli ha scelto di non continuare a giocare ad Imola. Abbiamo sperato fino all’ultimo di fargli cambiare idea, ma rispetto la sua scelta, gli voglio bene come un fratello e gli auguro ogni bene ovunque decida di andare a giocare. Un giocatore come lui, italiano, non c’è in questo momento nel palcoscenico nazionale. Per noi è una grande perdita a livello umano e tecnico”.

 

Già è dura ripetersi dopo una grande stagione, dovendo rifondare la formazione, ancor di più?

“Sarà durissima per come sono costruite le altre squadre, per il livello altissimo della nuova serie A e perché comunque dobbiamo lavorare proprio partendo da zero. I ragazzi ce la stanno mettendo tutta ma siamo consci che sarà molto difficile raggiungere la salvezza”.

 

L’obiettivo primario resta la salvezza?

“Non potrebbe essere diversamente. Il gap con le altre squadre è evidente sulla carta e noi dobbiamo passo a passo migliorare la nostra condizione, il feeling tra i compagni, la nostra qualità di gioco e cercare di giocarci le nostre carte per quel che possiamo”.

 

Profilo basso, specialità della casa di Vanni Pedrini:

“Sono conscio della nostra posizione nella griglia di partenza: partiamo dalle retrovie vedendo le altre squadre e dobbiamo lavorare in modo molto umile, anche perché non ci sono molti paragoni con la squadra dell’anno scorso.

 

Un commento sui nuovi arrivi?

“I nuovi si stanno impegnando tanto. Stiamo lavorando sulle questioni tecnico-tattiche: si sono dimostrati molto volenterosi, con tanta voglia di fare e dediti al sacrificio. Ed è una buona base di partenza.

Le due amichevoli di queste settimane sono poco indicative sul reale valore di questa squadra, visto che stiamo ancora lavorando forte in palestra e che i ragazzi giocano assieme da troppo poco tempo.

Bisogna continuare a lavorare duro ed inventarsi qualcosa di nuovo che sia adeguato a questa squadra. Poi alla fine il campo darà il verdetto”.