VADO AL MASSIMO / 001

Rubrica a cura di coach MASSIMO SOLAROLI
17.01.2020 13:30 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Lebron James e James Harden
Lebron James e James Harden

IL MIGLIOR ATTACCO
È LA DIFESA 
(NON MI SONO CONFUSO)

Coach MASSIMO SOLAROLI

Da qualche anno sono sempre più frequenti le discussioni su quanto e come sia cambiata la pallacanestro nel tempo.
Direi che è un argomento trasversale, sento le stesse discussioni su altri sport, sulla musica, sulla politica, sul meteo, sull'educazione degli adolescenti ecc ecc.
Normalmente la gente dai 40 anni in su, tende a considerare meglio quello che succedeva a tempi della loro giovinezza, mentre i giovani attuali considerano queste discussioni noiose e poco interessanti.
Tutto normale.
Andando nello specifico e volendo parlare di basket senza indugiare in sentimentalismi tipo "ah una volta era meglio" (visto che appartengo a quelli dai 40 in su, ahimè) devo dire che negli ultimi 20 anni il gioco è sicuramente cambiato.
Difficile dire se in meglio o in peggio, dipende dai gusti direi!
Prima variabile: il fattore atletico: chiariamoci, non c'è paragone! Il livello medio dell'atletismo dei giocatori in tutto il mondo sta crescendo in maniera esponenziale, in NBA come in C Silver. Ho ricordi adolescenziali di giocatori con la pancetta o alti 175 cm neanche troppo veloci che giocavano in serie A, adesso NO!
Tutti hanno fisico, tutti fanno potenziamento muscolare, tutti quelli che giocano in categorie appena decenti hanno buone qualità fisiche. Sono spariti falsi luoghi comuni come il fatto che fare pesi rallenta o che bisogna farlo a crescita ultimata o peggio che porta solo a farsi male.
Il basket adesso è molto più "Atletica giocata" rispetto a qualche anno fa. I giocatori saltano di più, corrono più veloce, sono più forti. Ci sono evidenti ripercussioni sul piano del gioco, non si costruisce più un tiro attraverso tanti passaggi, cambi di lato, blocchi di vario tipo per costruire un vantaggio.
L'attaccante è un atleta e il basket è, per sua natura, un gioco dove chi attacca ha sempre un'arma in più rispetto alla difesa. L'attacco adesso è “1 contro 1” o “pick and roll”, basta!
Qualche palla dentro (poche), qualche blocco verticale per un’uscita di un tiratore (pochi). Stiamo andando dietro al basket NBA? Speriamo di no, perché negli States il gioco è sparito, palla alla star e 4 giocatori fuori dalle scatole, Harden e Lebron fanno i playmaker, addirittura, per evitare il rischio che la palla non finisca nelle loro mani sul primo passaggio dell'azione. Questi sono esempi estremi ma è evidente che tutte le squadre NBA dopo 2 passaggi finiscono la loro azione offensiva con un 1 contro 1 che porta a un tiro da 3 punti o a un “alley oop” al ferro.
Ci sono statistiche che dimostrano come sia praticamente sparito il tiro da fuori area da 2 punti. I lunghi che hanno movimenti offensivi in post basso spalle a canestro dove sono finiti? Non servono più!
Nel passaggio di questo sistema nel vecchio continente e in particolare in Italia, dobbiamo considerare una piccola differenza. Noi non abbiamo giocatori che possono garantire spettacolo anche in assenza di gioco di squadra, per cui ci affidiamo a giocatori americani che possono avvicinarsi ai mostri sacri della National Basketball League e in questo panorama gli italiani? Non pervenuti!
Tranne una decina scarsa di giocatori non abbiamo italiani importanti in A1.
Secondo punto: in questo panorama sta sparendo l'aspetto tattico del gioco, vedo sempre meno difese a zona, press miste, adeguamenti difensivi, rotazioni e scali che vadano oltre il primo aiuto dal lato debole; in attacco sempre 3 o 4 giocatori fermi che guardano 1 o 2 compagni che trattano la palla!
Giustifico il titolo “Il miglior attacco è la difesa” nelle ultime righe, che sono il sunto di tutto quello che ho detto finora.
La vera area di miglioramento di tante squadre e di tante società in una programmazione (qualcuno si ricorda cosa significhi questa parola?) a breve-medio termine è lavorare sulla DIFESA DI SQUADRA!
In un panorama tecnico tattico dove non si lavora quasi più sui fondamentali di squadra, sulle collaborazioni offensive e sul coinvolgimento di tutti i 5 giocatori in attacco, sviluppare un'identità difensiva di squadra può essere la chiave per superare problemi di budget e di organizzazione societaria e per raggiungere obbiettivi insperati! 

Coach Massimo Solaroli