VADO AL MASSIMO / 002

Rubrica a cura di coach MASSIMO SOLAROLI
23.01.2020 10:34 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
VADO AL MASSIMO / 002

LA GESTIONE DELLA TENSIONE
Coach MASSIMO SOLAROLI

Rilassatevi... Parliamo di basket!
In particolare di ansia, tensione, paura, preoccupazione, ecc ecc... di tutti quei sentimenti che prendono il cuore, il cervello e lo stomaco di un giocatore o di un allenatore prima e durante una partita.
Prima di tutto, penso che non ci sia molta differenza tra giocatori e allenatori da questo punto di vista. Entrambi, infatti, devono realizzare una prestazione e devono realizzarla al meglio, trasformando la tensione in energia positiva.
Poco importa che la prestazione sia correre e buttarsi su una palla vagante o decidere in una frazione di secondo se fare quel cambio o meno.
Sandro Gamba dice che "la psicologia è diversa per ogni giocatore". Non esistono regole magiche da applicare per motivare o rilassare o mettere in tensione la squadra, ogni persona è fatta a suo modo!
La bravura è entrare nella testa di ognuno. Non facile.
Considerate che gli allenatori devono fare i conti con i giocatori, dai quali dipendono le loro fortune e con se stessi. Doppio lavoro!!
Ho lavorato con allenatori che prima di una partita si lavavano le mani ogni 30 secondi per tutta la durata del riscaldamento (giuro!), con chi non poteva vedere niente di viola, con chi impazziva se prima della partita vedeva in tribuna qualcuno che si supponeva avrebbe gioito di una nostra sconfitta ecc ecc… e non mi sono mosso da Imola...
Chiaro che le cabale sono un tentativo di trovare forza e sicurezza fuori da noi; chiaro che l'unica forza efficace la dobbiamo trovare dentro di noi.
E qui passo alla seconda e ultima citazione: Kobe Bryant dice che “il miglior modo per combattere lo stress e l'ansia della partita è arrivarci al massimo della preparazione possibile”.
Facile e banale, non c'è bisogno che arrivi il fenomeno americano a dirlo, ma molte volte ce ne dimentichiamo. All'università ognuno di noi aveva paura dell'esame in maniera direttamente proporzionale a quanto era preparato, nella pallacanestro è uguale!
Se ho tirato 100 tiri liberi in settimana andrò in lunetta la domenica più tranquillo, perché devo fare una cosa che sono abituato a fare, che è “familiare” per me. Allo stesso modo più ho allenato la mia mente ad essere tranquilla e concentrata più le influenze esterne non mi disturberanno. Ci sono giocatori che possono alterare la loro prestazione per un diverbio con un compagno o con il coach o per un offesa arrivata dalla tribuna. Altri perchè sbagliano i primi due tiri o per due fischiate storte. La loro mente non è pronta.
Interessantissimo in questo senso tutto il lavoro e l'esperienza svolta da Phil Jackson nel corso della sua carriera e tutta la filosofia zen che ha trovato la sua massima espressione nei Chicago Bulls di Michael Jordan (facile direte voi..).
Concludo dicendo che mi piacerebbe vedere in tutti i giocatori e gli allenatori che danno vita allo spettacolo della pallacanestro la gioia negli occhi dei bimbi del minibasket, gioia piena e totale che non lascia spazio a nient'altro che la voglia di divertirsi e condividere momenti belli... ma questa è una favola e andrei fuori tema.

Buona pallacanestro a tutti.