Davide Pinardi si rialza

Dopo la brutta caduta di domenica a Tavullia, il giovane ciclista del Cycling Team #InEmiliaRomagna scalpita per tornare in forma per le prossime gare
02.09.2020 18:50 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Davide Pinardi
Davide Pinardi

La grande kermesse del giro d’Italia Under 23 ha evidenziato, già nelle prime tappe, diversi talenti che sicuramente avranno un futuro nel mondo professionistico.
Ma ha messo i riflettori sulla sfortuna di un atleta che è stato costretto ad abbandonare la gara per una brutta caduta, dopo qualche chilometro della seconda tappa Gradara-Riccione. Si tratta di Davide Pinardi di Massa Lombarda, classe 2001, ciclista del Cycling Team #InEmiliaRomagna, la squadra che raggruppa 11 atleti residenti tutti nella nostra regione (oltre a Davide Pinardi, sono presenti al Giro in Rosa, Manuele Tarozzi, Andrea Cantoni, Manuel Facchini, Andrea Gallo, Tommaso Gozzi, Nicolò Marabini, Alex Piccinini, Davide Dapporto, Emanuele Ansaloni e Marco Tonti).
Passato lo spavento, emerge fin da subito il desiderio di tornare ad affrontare i prossimi, imminenti, appuntamenti con gare importanti per la stagione agonistica 2020.

Davide Pinardi, questo Giro d’Italia under 23 era una bella occasione per metterti in mostra, ma soprattutto per vivere un’esperienza importante. Cos’hai “respirato” nelle due tappe disputate?
“Le due tappe disputate sono state comunque una bella esperienza, soprattutto la prima disputata interamente. Si vive un’altra atmosfera rispetto alle corse normali, perché è una gara ad alto livello, dove ci sono corridori da tutta Europa e anche da fuori. Il livello è molto alto e bisogna stare sempre attenti perché ogni momento è buono per scelte decisive”.

Purtroppo nella 2^ tappa sei stato protagonista di un pericoloso incidente che ti ha estromesso dalla competizione. Come stai? Ci racconti cosa è successo?
“Per me la seconda tappa è durata solo 10 km, perchè nella lieve discesa verso la salita di Tavullia a Riccione sono stato coinvolto in una caduta: era piovigginato ed in terra si era formata una poltiglia umida. C’è stata una scivolata in gruppo, io ho frenato, ma le ruote non hanno tenuto sull’asfalto, con effetto saponetta. Sono caduto incassando un duro colpo, anche perchè, in quel momento, stavamo viaggiando attorno ai 60 km orari. A dir la verità, non ricordo esattamente cosa sia successo. Mi hanno portato all’ospedale per accertamenti dato che ho sbattuto la testa, perdendo conoscenza. Tutto sommato sono andato bene perché, a parte molte escoriazioni e un punto sul labbro, non ho nulla di rotto. Un po’ di rammarico c’è perché la condizione era buona e avrei potuto fare bene, però questo è il ciclismo. Sarà per la prossima volta”.

La grinta e la determinazione non ti mancano di certo, ma prima di tornare in sella alla bici dovrai recuperare in maniera ottimale dalle ferite della caduta. Quali pensi siano i tempi di recupero?
"A dire il vero ieri, martedì, sono uscito in bici per fare qualche chilometro e per capire come stavo. Pare che il mio corpo abbia recuperato bene; anche se mi avevano detto di stare a riposo qualche giorno ho voluto risalire in sella al più presto perché il campionato italiano è alle porte e i tempi di recupero vanno accelerati per poter tornare in forma e poter essere al top”.

Una volta recuperato dall’infortunio, quali sono i prossimi obiettivi a cui punterai?
“Adesso pensiamo ai prossimi appuntamenti, in particolare al campionato italiano che si disputerà a Zola Predosa il 13 settembre, poi alle tante gare importanti che ancora si potranno disputare. Farò un passo alla volta per fissare gli obiettivi di volta in volta”.