Ajò, Devetag

La forte banda imolese chiude l'esperienza triennale alla Clai Imola, prima dell'avvio del nuovo campionato di serie B1.
INTERVISTA ESCLUSIVA
02.01.2021 15:14 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
SOFIA DEVETAG
© foto di A.Mazzini
SOFIA DEVETAG

La classica doccia fredda alla vigilia di Natale per tutti i tifosi della Clai Imola e della pallavolo nostrana: Sofia Devetag non farà più parte della squadra allenata da coach Manuel Turrini nel campionato 2020/2021 che inizierà straordinariamente (causa covid) a fine gennaio 2021.
Alla base di questa notizia, la scelta di vita della forte schiacciatrice imolese che andrà a vivere a Sassari, in Sardegna, non per motivi legati alla pallavolo.

Sofia Devetag, dunque, lasci Imola dopo tre stagioni di altissimo livello in cui hai legato il tuo nome alla conquista di una storica promozione in serie B1:
“Appena firmai a fine agosto dissi con Manuel (Turrini, ndr): “Dai che portiamo Imola in B1” e lui, dopo vari gesti di scaramanzia, si mise a ridere.
Beh, sono contenta di aver concretizzato una promessa che all'inizio sembrava assurda e lontanissima, ma che pian piano è diventata sempre più concreta e reale”.

Non sarà stata, in ogni caso, una scelta a cuor leggero, al di là del mondo sportivo, lasciare la tua città:
“Non fu facile 13 anni fa quando a 13 anni andai via di casa per giocare a pallavolo e non lo è neanche questa volta: tutte le decisioni non sono mai facili da prendere ma è giusto cominciare una vita nuova e intraprendere un nuovo cammino.
Purtroppo il Covid mi ha fatto cambiare il modo di pensare e di affrontare lo sport e la vita: è da febbraio che il campionato è fermo e devo dire che stare inattiva per un anno a 28 anni è veramente difficile, pesante e demotivante”.

Lasci una squadra affiatata, formata da tante giovanissime che dovranno farsi valere in un campionato, come minimo, arduo:
“Tra la B1 e la B2 penso ci sia molta differenza, l'anno scorso le giovani hanno fatto vedere e capire che possono stare in campo e giocarsela contro giocatrici anche professioniste, peccato che il campionato si sia fermato a febbraio e non hanno avuto il tempo di godersi fino alla fine un intero campionato di B1.
Quest'anno molte giovani o nuovi innesti vengono dalla B2, in allenamento o in amichevole stanno dimostrando di poter giocare in B1, ma il campionato o i play off di B1 sono veramente un mondo a parte e un mondo di professionisti. Staremo a vedere anche se ci saranno retrocessioni o se le bloccheranno per agevolare un pò le società”.

Con la tua partenza, si chiude il cerchio delle “false vecchie” che negli ultimi anni hanno guidato la Clai Imola a traguardi importanti: Claudia Zanotti, Giulia Collet, Elisa Ferracci, Alice Tesanovic, solo per citarne alcune. Tutte atlete ancora in grado di calcare il campo di un campionato nazionale:
“Alcune di loro stanno ancora giocando e si stanno facendo vedere in altre società o campionati. In realtà, penso che la colonna portante e la vera "vecchia" di questa squadra, anche se molto molto giovane, sia Sofia Cavalli, che è qui da tanto tempo ed ogni anno migliora sempre di più”.

Oltre alla promozione storica in B1, vissuta da protagonista, quali sono stati i momenti migliori vissuti nella prima realtà pallavolistica imolese?
“Ogni anno porta con sè ricordi indelebili e stupendi che rimangono nella mia mente.
Il primo anno è stato fantastico affrontare i playoff quindi giocare contro Jesi, aver visto il palazzetto pieno e la faccia terrorizzata delle mie compagne perchè si trattava del loro primo playoff di serie B. 
Il secondo anno la promozione ovviamente, ma quella promozione è nata grazie ad un anno di immensi sacrifici da parte di tutte e dalla consapevolezza che non eravamo le più forti, ma le più affamate e le più unite.
Quello è stato l’aspetto più bello di quella stagione: avere la consapevolezza che vincevi perchè eri con la testa e con il cuore al di sopra delle altre.
Quell'anno per me è stato pieno di emozioni: la vittoria contro Cremona; la vittoria in Veneto dei quarti di Coppa Italia, con i relativi festeggiamenti in pullman con il prosecco; la semifinale e finale in Coppa Italia a Castelbellino. 
Il terzo anno, quindi la stagione 2019/2020, abbiamo vissuto la prima esperienza in serie B1.
Ricordo la vittoria contro Perugia in casa, perchè venivamo da molte sconfitte e da molti dubbi e quella servì per darci coraggio e positività. Pure la vittoria contro Moie fu molto bella”.

Ajò, Sofia!