Il cuore grande di Isabella

La determinazione della Signani ha permesso alla Schermistica Lughese di entrare a far parte del Comitato Italiano Paralimpico. Inaugurate pedana e carrozzine speciali.
16.11.2020 16:49 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Caldognetto, Clò e Signani
© foto di Schermistica Lughese
Caldognetto, Clò e Signani

E’ tutto vero!
La Società Schermistica Lughese è riuscita ad inaugurare il nuovo materiale utile alla realizzazione del progetto paralimpico.
Infatti, sono arrivate la pedana e le carrozzine speciali con cui gli schermidori con disabilità potranno soddisfare la propria passione per questo sport.
Il più raggiante è certamente il pioniere di questi atleti, quel Matteo Caldognetto che ha saggiato la qualità di tutto il nuovo materiale, sfidando la campionessa Isabella Signani nel match di inaugurazione, sotto lo sguardo attento del presidente Raffaele Clò.

E’ proprio Isabella Signani, la principale protagonista della riuscita del progetto paralimpico, a raccontare le ultime fasi relative all’arrivo della pedana e delle carrozzine:
“È stato un anno duro e sicuramente le difficoltà non sono ancora finite, ma nel frattempo ci stiamo impegnando per far si che tutti gli sforzi fatti, possano prendere forma dando concretamente vita al Progetto Schermistico Paralimpico.
Ad oggi, grazie al contributo della Federazione Italiana Scherma siamo riusciti ad avere in comodato d’uso per un anno la pedana paralimpica, fondamentale per garantire agli atleti di svolgere l’attività in sicurezza e di conseguenza, abbiamo chiesto ai nostri sponsor di partecipare all’acquisto delle carrozzine speciali.
Acquisto che è stato effettuato e con il loro arrivo, il materiale necessario per dar forma all’intera iniziativa è ora pronto. Sicuramente, alla luce di ciò, possiamo essere entusiasti di aver raggiunto il primo di una lunga serie di obiettivi”.

Dopo questo frangente storico pieno di difficoltà, la Schermistica Lughese potrà ripartire con tutta l’attività e con il progetto paralimpico con il solito entusiasmo e con l’onore di essere entrata nella nuova App “SportER Paralimpico”:
“Come tutti, ci troviamo davanti ad un virus imprevedibile e di conseguenza non sappiamo quando potremo ripartire con l’attività schermistica. D’altra parte, alla luce di tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora, sarà possibile dare una nuova identità al progetto: i materiali specifici per praticare la scherma paralimpica, hanno finalmente sostituito ciò che fino ad oggi abbiamo utilizzato al loro posto.
Grazie all’intervento del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), siamo stati inseriti nell’App “SportER Paralimpico”, tramite la quale è possibile individuare le strutture che sul territorio offrono la possibilità di praticare sport a chi è affetto da disabilità.
Con questo ci auguriamo di poter acquisire maggior visibilità, in modo da poter dare a più persone possibili l’occasione di imparare i valori e le tecniche di questo splendido sport che è la scherma”.

La zona arancione decretata dal Governo ha, però, stoppato l’entusiasmo: la Schermistica ha deciso di sospendere le attività in pedana:
“Appena ci è stato possibile, alla fine del primo lockdown, abbiamo ripreso le attività di sala con la massima cautela e mantenendoci aggiornati in linea con i protocolli Nazionali e con le disposizioni della nostra Federazione. Abbiamo comprato gli igienizzanti, che sono sempre stati a disposizione degli atleti, sia per pulire i materiali utilizzati, sia per uso personale. Abbiamo ridotto le giornate di allenamento per riuscire a sanificare gli ambienti e garantire l’igiene della palestra.
Abbiamo fatto di tutto, fino ad oggi, per tenere aperte le porte della Società Schermistica Lughese, ma quando siamo venuti a conoscenza che l’Emilia-Romagna sarebbe passata in zona Arancione, all’unanimità l’intero Staff ha deciso di sospendere l’attività per essere d’esempio agarantire la sicurezza dei nostri atleti e delle loro famiglie.
La situazione epidemiologica è in continuo mutamento e nonostante gli innumerevoli sforzi che sono stati fatti, abbiamo deciso di dirci “arrivederci”, nel frattempo organizzeremo videochiamate di gruppo con i nostri atleti, per fargli capire che la scelta è stata inevitabile per salvaguardare la salute di tutti e soprattutto per mantenere un contatto con loro, perchè è importante che sappiano di poter contare sempre su di noi”.

Isabella, non dimentichiamoci il tuo percorso da atleta. Quali novità prevedi per il tuo 2021?
“Mi piacerebbe poter fare delle previsioni, basate su qualche certezza, ma purtroppo data la situazione spero solo di poter tornare in pedana, riuscire ad allenarmi con continuità e magari in previsione di qualche gara. Quando saprò che sarà così, allora potrò fare delle previsioni concrete. Prima che sospendessero le gare, ero già qualificata ai Campionati Italiani Assoluti perché alla Prima Gara Nazionale (ed unica disputata nella stagione 2019/2020) mi ero classificata 12esima su più di 250 partecipanti. Attualmente, con il Ranking Nazionale congelato a causa della pandemia da Covid-19, sono 24esima in tutta Italia. E’ vero che questi sono solo numeri, ma sono sicuramente un’ottima base dalla quale ripartire”.

Obiettivo Tokyo 2021 ancora in piedi?
“L’obiettivo Tokyo lo vedo molto lontano, purtroppo ad oggi ancora non si sa con quali modalità si concluderanno le gare di qualificazione per le prossime Olimpiadi e purtroppo non si ha nemmeno la certezza che si faranno.
Personalmente preferisco pensare di ricominciare a mettere un piede dietro l’altro una volta che la situazione della pandemia si sarà stabilizzata, dopodiché vedremo quale sarà il prossimo obiettivo”..

A livello italiano come vedi il movimento della scherma? È sempre tra i top al mondo?
“Questa è una bella domanda. Da anni il modo di fare scherma sta cambiando, il movimento della scherma italiano rimane sicuramente tra i top al mondo sotto il punto di vista tecnico. A livello nazionale abbiamo dei Maestri richiesti in tutto il mondo e la qualità tecnica dello schermidore medio italiano è senza ombra di dubbio al di sopra della media mondiale.
Tuttavia, l’allenamento “tipo” dei numeri uno al mondo sono anni che sta cambiando: ora è maggiormente incentrato sulla preparazione fisica, piuttosto che sulla tecnica schermistica e sotto questo aspetto, noi italiani siamo ancora indietro.
Però le classifiche parlano chiaro, la squadra di Spada Femminile (la mia disciplina) è n° 4 al Mondo, nel Fioretto Femminile 2° e in quello Maschile 3°, così come nella Spada Maschile, nella Sciabola Femminile e in Sciabola Maschile”.

Ti sei calata nella realtà lughese con un maestro che, come il vino, più invecchia più sembra migliorare. Quale è il tuo percorso con Guido Marzari?
“Guido mi dimostra continuamente di aver fiducia in me e non ha mai smesso di sostenermi. Quando sono entrata per la prima volta in una palestra di scherma non avevo ancora 6 anni e lui era lì.
Era con me quando ho vinto il mio primo Campionato Italiano, quando ho vinto la medaglia d’argento ai Campionati Europei e ancora quando sono andata ai Mondiali a Mosca.
Ora ho 25 anni e oltre che ad essere ancora una sua atleta, sono anche parte del suo stesso Staff e grazie anche al suo sostegno, sono riuscita a concretizzare il Progetto Schermistico Paralimpico.
Per me è molto più di un punto di riferimento, è come se fosse un secondo padre”.

Come vive una campionessa della scherma questo momento drammatico di lockdown apparente legato alla pandemia?
“In questo anno decisamente particolare ed inaspettato, ho cercato di approfittarne per portare avanti il mio percorso di studi. Ho vissuto questo periodo facendo massima attenzione e cercando di limitare le uscite superflue, per questo ho avuto più tempo per preparare gli esami del mio corso di studi in Educatore Sociale e Culturale.
Sto preservando tutte le energie fisiche per ripartire con gli allenamenti quando sarà possibile, nella speranza che non ci si debba poi fermare di nuovo”.