Il sorriso di Gian Carlo Falcini

Nel 14esimo anniversario della morte, un ricordo dell'allenatore imolese
20.11.2020 10:25 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Dall'Aglio e Falcini [2004]
© foto di Virtus Mordano (archivio)
Dall'Aglio e Falcini [2004]

Dal 2006, il 20 novembre è associato indelebilmente alla tragica scomparsa di Gian Carlo Falcini.
A causa di un tremendo incidente a Predappio, perse la vita il 33enne imolese, vera e propria icona dello sport locale. Una notizia che scosse tutto il mondo della pallavolo imolese, ma non solo.

Ragazzo dal carisma sterminato in campo e fuori, fece appena in tempo a raggiungere uno dei suoi obiettivi sportivi di una vita, allenare in serie A1. Forlì coronò questo suo sogno, affidandogli il ruolo di assistente allenatore nella massima categoria nazionale. Ma non ebbe troppo tempo a disposizione.
I ricordi si perdono attraverso migliaia di episodi, di racconti: ottimo fotografo, atleta, pallavolista, quindi coach, nonchè molto preciso nella sua professione alla Pintel.
Tra le tante esperienze da allenatore, si segnalano, tra le altre, le annate a Sesto Imolese in serie C, l’exploit con la Virtus Mordano in serie D e l’approdo a Forlì, in serie A1 femminile, come assistant coach.
Tra i ricordi più belli, quelli legati ai tempi della scuola, quando a Ragioneria divenne rappresentante d’Istituto per acclamazione, nonchè quelli del settore giovanile dell’Ondulato Imolese, che a quei tempi pullulava di grandi pallavolisti.
E’ ormai storia quell’iconico servizio al salto (allora non consueto nelle giovanili) nel matchpoint, con cui sfidò a testa alta l’eterno rivale dello Zinella Bologna in finale provinciale under 18.
Il suo arrivo alla Virtus Mordano fu l’apice nella storia della pallavolo del territorio, seconda solo al periodo mordanese dell’amico Massimo Benedetti vent’anni prima.
In suo onore prosegue ancora il Torneo di Pontesanto Greenvolley che reca il suo nome, grazie alla perseveranza e determinazione di Gabriele Mazzolani.
Al funerale una marea di gente, di amici, di colleghi, di atlete. Fu un lungo applauso a salutare GianCa nella sua ultima “trasferta”.

Un ricordo personale: di GianCa amo ricordare la grinta ed il furore agonistico che condividevamo nel mondo dello sport. Una persona speciale, sempre pronta a dare una mano e, quando serviva, una pacca sulla spalla. Il sorriso, quello contagioso che ti metteva sempre di buon umore.
Condividemmo parecchie esperienze in campo, anche tra gli amatori di Imola, spesso da avversari. Ricordo ore ed ore a discutere delle prestazioni delle ragazze in campo, di come puntare sempre alla vetta, di come migliorare gli aspetti della società, dei risultati del campionato, dei pregi e difetti delle avversarie. Ricordo pure le litigate e le sfuriate, tutte condite da quell’agonismo che adoravamo, in ogni caso.
Tante, tante ore in palestra, con allenamenti e riunioni tecniche a non finire. Ma anche gli occhi amorevoli di marito e di padre, con lunghi racconti sui primi passi della figlia Carolina.
Restano i ricordi, le foto, alcune immagini, i progetti.
Soprattutto, un progetto che non potemmo realizzare insieme, ma che, prima o poi, spero diventi realtà.

Nella foto, Gian Carlo Falcini sul palco durante la presentazione della Virtus Mordano nel 2004.