Il volo di Marta Morara

Intervista di Francesco Dottori in esclusiva per Tuttosportimolese con l'atleta imolese che ha raggiunto il 4° titolo italiano nel salto in alto
01.10.2020 00:05 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Fonte: Francesco Dottori
Marta Morara
Marta Morara

di FRANCESCO DOTTORI

Quarto titolo italiano per Marta Morara, che ai Campionati italiani under 23 di Grosseto, svoltisi tra il 18 e il 20 settembre, ha centrato un fantastico oro nella categoria Promesse. Il tricolore è arrivato dopo l’ottimo terzo posto agguantato ai nazionali assoluti.

In effetti le premesse, al di là di un piccolo incidente di percorso ad inizio mese, lasciavano ben sperare: “Già durante il riscaldamento avevo buone sensazioni, mi sentivo in forma e sapevo di stare bene. L’ultima gara che avevo fatto prima di Grosseto, in realtà, era andata molto male (l’8 settembre Marta, al Palio della Quercia di Rovereto, aveva saltato “solo” 1.78, ndr), e non nascondo che ciò mi aveva messo un po’ in allarme. Al di là di questo sapevo di potermi riscattare: questa consapevolezza ha rappresentato un fattore decisivo, perché in una gara come l’alto molto dipende dalla testa”.

Quella ottenuta in Maremma è stata una vittoria quasi senza storia, nonostante un piccolo brivido durante la competizione: “Ho deciso di entrare in gara da 1.66, che è una misura molto bassa, ed era importante superare tutte le prime turnate al primo tentativo. Vincere il titolo non è mai scontato, anche essendo la super favorita. Il primo errore è arrivato a 1.76: in quel momento mi sono un po’ spaventata, ma lo sbaglio è servito anche per darmi una svegliata. Da quel momento, infatti, ho cominciato a superare le due successive misure con un buon margine; non ho saltato perfettamente a livello tecnico, ma ci ho messo molta cattiveria e i risultati si sono visti. Ho avuto la certezza della vittoria dopo aver saltato 1.80, in quanto l’ultima avversaria rimasta si è fermata a 1.78. Ho quindi potuto affrontare i salti seguenti con più leggerezza: ho superato l’1.83 al secondo tentativo, mentre ce ne sono voluti tre per superare l’1.85. Mi sono quindi fermata qui, peccato per l’1.87 perché al secondo tentativo ci sono andata vicina: ho comunque centrato il personale (il record personale precedente era 1.84, ndr) oltre al titolo, e non posso che essere contenta”.

Il quarto successo italiano, dopo un 2019 di calvario, ha un sapore particolare:Quello appena centrato rappresenta un titolo molto importante per me. L’anno scorso, causa infortunio, non ho potuto gareggiare e ho addirittura temuto che non sarei mai più tornata in pedana: alla luce di ciò questa vittoria si carica senza dubbio di un valore aggiuntivo, e lo stesso discorso vale per il terzo posto centrato agli assoluti.Dedico il risultato al mio allenatore, Obus (alias Gabriele Obino, ndr), che mi è sempre stato vicino, aiutandomi molto sotto diversi punti di vista e non solo dal lato tecnico”.

Infine i prossimi obiettivi: Il primo è, molto semplicemente, quello di saltare tanto. So che posso migliorare parecchio: voglio fare una buona preparazione invernale per poter rendere al meglio il prossimo anno. Nel 2021, tra le altre cose, ci saranno gli europei under 23, un appuntamento a cui tengo particolarmente. Il sogno? Come per tutti gli atleti non può che essere l’Olimpiade”.