"Non ci sono le condizioni per mantenere la categoria. Purtroppo"

L'ex dirigente responsabile dell'Andrea Costa Alex Petrilli analizza in diretta a SPORT HUB il momento della Società biancorossa
01.06.2020 23:39 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Fonte: Sport Hub
"Non ci sono le condizioni per mantenere la categoria. Purtroppo"

Alex Petrilli è stato ospite della trasmissione in diretta streaming “Sport Hub”, condotta da Carlo Dall’Aglio e Roberto Ronchi.
L’ex dirigente responsabile dell’Andrea Costa Imola Basket ha salutato i tifosi biancorossi, sottolineando l’affetto verso la Società di Giampiero Domenicali e rimarcando come ad Imola si viva lo sport con grande passione, nel pieno spirito romagnolo.
Certamente il fulcro dell’intervento in diretta web ha riguardato il futuro prossimo dell’Andrea Costa e la sua decisione di lasciare il club. Petrilli non ha molti dubbi sulle scelte praticamente obbligate della Società di via Valeriani, in tema di categoria per la stagione 2020/2021.

Di seguito, un estratto del suo intervento a Sport Hub.

Siamo a giugno 2020 e tra pochi giorni si conoscerà il destino dell’Andrea Costa per la prossima stagione. Come pensi andrà a finire: serie A2, serie B o altro?
“Da tifoso dell’Andrea Costa, mi auguro che possa conservare la categoria. Categoria per cui ho combattuto quest’anno con i denti e con le unghie insieme a tutti gli altri. Per me sarebbe molto bello che conservasse la categoria.
Ma poi da ex manager e da ex vice di Domenicali, mi rendo conto che forse non ci son più le condizioni. Dopo questa botta qui, è davvero difficile mantenere la squadra ad un livello alto, economicamente parlando.
Credo sia anche sbagliato andare a siglare dei contratti o prendere degli impegni con delle persone per poi non mantenerli.
Per cui secondo me non c’è altra scelta che avere un riposizionamento in una categoria inferiore che possa poi essere un’opportunità per l’Andrea Costa di rinforzarsi e di porre le basi e le fondamenta, per poi un giorno riprovarci.
Adesso, secondo me, non ci sono più le condizioni. Purtroppo”.

Questa è la domanda che tanti tifosi dell’Andrea Costa e non solo, vorrebbero farti, ovvero il motivo per cui hai rescisso il contratto?
“Diciamo che non è mai semplice separarsi dal proprio lavoro, dal proprio mondo, dopo 10 anni che lo facevo come mestiere.
All’inizio di carriera, avevo deciso che ai 30 anni avrei fatto una somma di tutto quello che avevo raccolto. Se avessi raggiunto  un livello che mi avrebbe permesso di avere delle garanzie dal punto di vista economico, avrei continuato, altrimenti avrei fatto altro.
Mi son tolto qualche bella soddisfazione in questi 10 anni, all’Andrea Costa ho avuto tanta fiducia: son entrato in punta di piedi fino ad essere il vice di domenicali.
Molto felice ma credo fosse il momento giusto per cambiare, tutto qui”.

Come hai trovato l’ambiente sportivo e la città imolese?
“Io vengo da Roseto, dove la città vive la pallacanestro in maniera viscerale. Non c’è neppure il cinema e la domenica si va al palasport. A Imola ho trovato questo spirito.
A Imola si vive con passione in una sponda e nell’altra: all’Andrea Costa, alla Virtus, all’Imolanuoto e tutte le altre realtà che ci sono. Si dà molta importanza alla pallacanestro, al calcio, alla pallavolo, al nuoto, per non parlare dei motori.
E’ una città che vive di grandi passioni, un po’ come lo spirito della Romagna”.

Quali sono i frutti principali del tuo lavoro all’Andrea Costa?
“Diciamo che il primo anno ho fatto un affiancamento con Tommaso Bergamini a Giampiero Domenicali. Poi Tommaso ha scelto di andare a Cento, quindi io e Domenicali ci siamo occupati a livello gestionale della società insieme a collaboratori come Gianni Zappi e Patricio Prato.
Domenicali mi ha dato fiducia e mi ha fatto conoscere in una città in cui non mi conosceva nessuno. Grazie all’Andrea Costa ho anche trovato lavoro. Sono grato e sarò sempre amico dell’Andrea Costa”.