Simone Gherardi: "Saltare questa partita è doppiamente doloroso”

Il forte centrale mordanese non sarà in campo con Torri, per scelte legate al lavoro in ospedale, nella sfida odierna contro il Romagna, la sua ex squadra.
09.01.2021 12:23 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
Dall'Aglio e Gherardi
© foto di Ph HC S.Giorgio Molteno
Dall'Aglio e Gherardi

Il Torri di Simone Gherardi scenderà in campo al PalaCavina contro la Pallamano Romagna, oggi alle 18,30. Ma è proprio il talentuoso centrale mordanese uno dei grandi assenti del match che lo avrebbe messo (nuovamente) di fronte alla sua ex squadra.
Nel settore giovanile di Mordano, Gherardi fu uno dei protagonisti della cavalcata vincente del gruppo Classe 1992 che imperversò in Emilia Romagna ed in Italia, conquistando scudetti e titoli regionali in serie.
A partire da quella prestazione magistrale a Misano Adriatico, nell’estate 2007, quando mise in ginocchio il Trieste in una finale nazionale davanti ad oltre 300 persone.
Fu protagonista di quella vittoria insieme ad Andrea Dall’Aglio, Matteo Cavina, Emanuele Panetti, Samuel Criscenti, Marco Montrone, Stefano Abate, Riccardo Vignoli e, tra gli altri, agli allora giovanissimi Davide Bulzamini, Lorenzo Zardi e Filippo Gollini.
Per coach Domenico Tassinari fu l’inizio di un nuovo ciclo che lo vide tornare ai fasti della generazione dei nati ad inizio anni ’70.
Da allora, per Gherardi la serie A, tanta acqua sotto i ponti e tante scelte tecniche e di vita per uno dei migliori prospetti della pallamano locale.
Dopo un’esperienza positiva al Bologna United, ecco l’approdo all’U.S. Torri, scelta giunta per motivi di studio e di lavoro in ospedale. E fin dal debutto in terra vicentina (nel derby vinto contro Mestrino), Gherardi ha saputo mostrare le proprie capacità e quell’agonismo mai sopito degli anni giovanili.

[Nella foto, Simone Gherardi in azione contro Andrea Dall’Aglio, in Molteno-Torri della scorsa stagione]

Simone Gherardi sarai il grande assente del match Romagna-Torri, non certamente per scelta tecnica:
“Esatto, non è un segreto che abbia deciso per il momento di allontanarmi dai campi per via della situazione insostenibile che stiamo vivendo negli ospedali a causa della pandemia Covid19. Spero sia una misura temporanea e ho davvero tanta voglia di tornare a giocare e, quanto prima, di ricominciare ad allenarmi.
La morale e il mio credo personale mi hanno costretto a questa scelta dolorosa già a ottobre.
Ti assicuro che la situazione è insostenibile, purtroppo mi rendo conto che la gente non lo percepisce appieno e se posso approfitterei di questa intervista per invitare le persone ad osservare tutte le norme ormai ben note per evitare il contagio. La sanità è al tracollo”.

Romagna-Torri non è una partita come le altre per te
“Sì, come ben sai sono cresciuto “pallamanisticamente” a Mordano, nel Romagna. Sento di aver dato tanto a livello giovanile, tra cui due legamenti crociati anteriori e ho tanti bei ricordi che mi legano al Romagna. Per cui sì, essendo anche molto competitivo di mio, saltare questa partita è doppiamente doloroso”.

Che giudizio dai alla stagione fin qui disputata dai tuoi compagni?
“Credo che Torri abbia un grandissimo organico, grandi giocatori, grande mix tra esperienza e gioventù. Finora siamo stati grandi. Abbiamo perso 2 partite solamente perchè non eravamo al completo, ne sono convinto. Credo, ma non ne avrò mai la controprova, che saremmo stati a punteggio pieno altrimenti.
I miei compagni si stanno comportando alla grande, per me è dura non poter dare un contributo, in una squadra di cui mi sento profondamente parte. Una squadra in cui siamo tutti amici, soprattutto. La società si sta comportando alla grande, se persistono credo che il futuro sia dalla parte del Torri”.
 

Una serie A2 strana, con tanti recuperi e la spada di damocle del covid che incombe:
“La pandemia è qualcosa di grande, più grande della pallamano. Credo fermamente che la federazione si potesse comportare meglio. Ci si è organizzati davvero male, certe regole non hanno senso alcuno, ma è inutile soffermarsi. Inutile dire che i campionati siano falsati, ma è il gioco, c’è poco da protestare. Invito atleti, allenatori e dirigenti a comportarsi al meglio, usare la mascherina in spogliatoio e durante i viaggi nelle trasferte, limitare i contatti esterni.
E tutto ciò che ben si sa. è l'unico modo per aver un campionato quasi normale. Ma soprattutto è un buon modo per dare una mano a noi medici, infermieri, operatori. Assicuro che la situazione è sull'orlo del baratro”.