VADO AL MASSIMO/010

Rubrica a cura di coach MASSIMO SOLAROLI
25.04.2020 15:32 di Carlo Dall'Aglio   Vedi letture
VADO AL MASSIMO/010

Bormio 1994, corso allenatori. Mi trovo seduto di fianco a Gianfranco Sanesi, ex giocatore della Sebastiani Rieti, durante una  lezione sui fondamentali senza palla. Non ci conosciamo, lui ascolta con la faccia che potrebbe avere un idraulico a una lezione di fisica quantistica...a un certo punto si gira verso di me e con una parlata mezza romana mezza non so che mi dice "aho' io cambio de senso e cambio de direzione so parole che non ho mai sentito,,,so solo che io e Brunamonti quanno correvamo nun ce vedeva nessuno!! eravamo la mejo coppia de guardie della serie A, quindi forse non so tanto importanti sto cambio de senso ecc ecc..."

Racconto stupido forse, ma che mi fa pensare a un periodo in cui i giocatori nascevano un po di più dalla strada rispetto ad adesso, senza tanti indottrinamenti teorici, ma con talento naturale che si affinava giorno per giorno, spesso in autonomia...

Talento che non manca a Roberto Brunamonti, ragazzino del 59 che comincia a fare sport a Spoleto, in Umbria, posto un po'fuori dai giri "importanti"; il nostro è molto bravo a Tennis e a pallacanestro, una mezza promessa dicono, forse più nel tennis. Ma viene visto durante una partita da quelli di Rieti, città importante per la pallacanestro, e invitato ad andare a giocare con loro. E'il momento decisivo, Roberto si decide! molla il tennis, la pallacanestro gli piace di più! Comincia così la carriera del primo playmaker moderno della pallacanestro italiana. 191 cm, un play alto per l'epoca. Magic Johnson doveva ancora arrivare e con lui la moda dei playmaker di 2 metri.

Esordisce giovanissimo a Rieti, coach Pentassuglia gli da subito la squadra in mano e Rieti in poco tempo arriva ai vertici della pallacanestro italiana vincendo una coppa Korac, e arrivando nelle prime posizioni in campionato. Budget ovviamente non paragonabile a quello delle grandi, squadra giovane e cortissima, non di rado le rotazioni sono a ...5!!

 Nel 1980 oltre alla coppa Korac vince L'europeo a Mosca con la nazionale. 

Nel 1982 ha 23 anni, è un playmaker che può già vantare un passato da titolare in un una squadra importante, gioca in nazionale e ha alzato al cielo 2 coppe a livello europeo! Atletismo irraggiungibile per il ruolo, contropiedista, finalizzatore, ma anche grande direttore d'orchestra e uomo capace di valorizzare i compagni, scegliendo i ritmi e le soluzioni più adeguate per la squadra!

La chiamata importante non può non arrivare! Si chiama Virtus Bologna, l'avvocato Porelli ci vede lungo. Brunamonti giocherà con le V nere 14 anni, vincendo 4 scudetti 3 coppe Italia, 1 supercoppa italiana e 1 coppa delle coppe. Giocherà a fianco di Ray Sugar Richardson e poi di Danilovic, stella del Partizan, che appena arriva in Italia dice di avere scelto Bologna per poter giocare al fianco di Brunamonti.

E' un giocatore che ho amato, prima di lui in Virtus il playmaker era Caglieris, il classico playmaker anni 70, normolineo, giocatore di squadra, allenatore in campo, tirava se necessario.

Brunamonti è il suo successore, a Bologna e in nazionale, ha tutte le caratteristiche del suo predecessore, ma a queste ci aggiunge pericolosità offensiva, sia a difesa schierata, tiro da fuori e penetrazione, sia nella capacità di spingere il contropiede. Insomma faceva in campo quello di cui c'era bisogno, ha giocato vicino a grandi stelle che amavano giocare con lui, al tempo stesso ha sempre avuto cifre individuali importanti.

Ho parlato con Luca Ansaloni, suo compagno di squadra e attuale responsabile del settore giovanile della Virtus, il suo ricordo è di un vero leader, che non si risparmiava mai in allenamento e “tirava” gli altri con il suo esempio, che fosse un allenamento di basket o di atletica. Molto serio e al tempo stesso pronto a scherzare a farsi coinvolgere dai compagni più giovani.

Passati i 30 anni, da giocatore molto intelligente qual'era, ha cambiato il suo modo di giocare, senza perdere d'efficacia. E' rimasto fino alla fine un giocatore di contropiede, ma facendo viaggiare di più la palla e palleggiando meno! ha rinunciato a qualche tiro dedicandosi di più ad accendere i compagni. La sua difesa è diventata meno atletica, su una porzione di campo minore, ma ugualmente efficace grazie alla sua grande esperienza.

Terminata la sua esperienza di giocatore per poco tempo fa l’allenatore riuscendo a vincere una coppa italia e poi il dirigente, in un periodo dove la Virtus vince eurolega e campionato, sempre presente con discrezione, dando attenzione senza essere oppressivo o invadente.

 Recentemente ho avuto modo di vederlo nel ruolo di accompagnatore a un raduno della nazionale under 16, girava per il campo durante il lavoro di tiro e, facendo molta attenzione a non ostacolare il lavoro degli assistenti che stavano curando quella fase dell'allenamento, dava indicazioni in qua e in là, sulla meccanica e sulle postura, con un atteggiamento estremamente umile e disponibile.

Sono contento di ricordare Roberto Brunamonti, un mito per i tifosi delle V nere, ma penso una fonte di ispirazione per tutti quelli che amano questo sport. Un grande giocatore e una grande persona!